24 novembre 2014

Riflessioni su artigianato e diritto d’autore

Una delle peculiarità dell'artigianato è quella di non essere mai uguale a se stesso e di avere una nota di innovazione intrinseca, aggrovigliata come una rete, alla sua stessa natura. L'artigiano è infatti colui che, trovandosi di fronte a un problema tecnico o formale da risolvere, escogita e ricerca la migliore soluzione possibile adatta alle sue possibilità e capacità.


L'etica può avere molteplici accezioni, che siano esse religiose o laiche, personali o condivise, ad ogni modo a un livello convenzionale e terra terra è quel "ramo della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati" (cit. Wikipedia )



foto di TheQuirks


Perché fare questo preambolo e parlare di artigiani e di etica? È presto detto: perché copiare il lavoro e le idee altrui è deontologicamente, moralmente ed eticamente sbagliato. Non perché lo dico io, che sono Mrs Nobody ma perché copiare è uguale a rubare.
Spero che non vi sia mai successo di rientrare in casa e trovare tutto a soqquadro, senza più i vostri preziosi e con la sola prospettiva di dover lavare ogni singolo oggetto e indumento della vostra "casa dolce casa", ormai pieno di impronte di sconosciuti, che neanche hanno avuto l'accortezza di usare il sapone che era lì, sul lavandino di fianco agli anelli spariti. Ecco a me è successo anni fa. E la sensazione che rimane è davvero quella di non sentirsi più accolti tra le mura più intime e conosciute di casa propria.
Provate ora a trasporre questa non augurabile sensazione a qualcosa che è ancor più intimo: le idee.

foto di MYMUSECOMESANDGOES

Rubare le idee altrui si chiama generalmente copiare. Apparentemente ci sono molti modi di copiare, ma sono solo differenti vocaboli: contraffazione, violazione dei diritti d'autore, “prendere ispirazione”, reinterpretazione, etc ma dal mio punto di vista è sempre e solo rubare. E chi dice che non è così, lo fa solo per darsi una giustificazione per sentirsi la coscienza a posto, dal mio punto di vista.
Sarà che le giustificazioni non mi sono mai piaciute, e le scorciatoie ancor meno, ma trovo che ri-fare un prodotto (inventato da un altro) per venderlo, sia molto svilente e infantile. E in più, si porta dietro dispiaceri e dissapori: quando subiamo un furto di idee, in noi potrebbe nascere una collera tale, che ci acceca tanto da non riuscire neanche a riconoscere che qualcuno ci abbia preso come modello, che qualcuno ci ammiri così tanto da copiarci.

Quando invece siamo noi ad essere artefici di quel furto e presentiamo sul palcoscenico della rete il nostro prodotto palesemente copiato, pecchiamo di un orgoglio e di una superbia difficilmente digeribili. E dico questo perché presentare una copia della principessa Disney in voga, è per prima cosa un insulto a quel pubblico che vorremmo tanto attirare: perché mai io, cliente, dovrei comprare un'imitazione? O ancora, il cliente potrebbe interpretarlo come un oggetto promozionale autorizzato, quindi lo stiamo truffando! E nel caso della fan art, se chi copia ama talmente tanto quel personaggio, ammirerà di riflesso chi l'ha creato, quindi perché volerci guadagnare a suo discapito e in qualche modo gabbando i compagni di ventura (gli altri fan nonché possibili clienti)? In secondo luogo, non è per niente diverso dal mercato mafioso della contraffazione dei grandi marchi di moda, con l'unica differenza che forse non si sfrutta forza lavoro e non si guadagnano cifre così alte. Per non farsi mancare niente, poi è un insulto a voi stessi, cari artigiani, artisti e creativi: state prendendo la scorciatoia del guadagno facile e venite meno alla definizione data all’inizio di questo testo (che non è mia, bensì è parafrasata da Futuro Artigiano - pag. 22 e seguenti). 
Quindi più di ogni altro, deluderete voi stessi. Perché se siete davvero così bravi da saper replicare un fumetto o un logo famoso, allora l'unica cosa che vi manca è la fiducia in voi stessi. Cercatela e avrete davvero molte soddisfazioni, ma per piacere, smettetela di copiare.

foto di RetroBode

Un chiarimento per concludere (quasi): la legge, o meglio le leggi, su copyright e trademark (che sono due cose distinte, anche se a volte complementari) sono nazionali e internazionali, pertanto presentano tante sfumature e applicazioni a seconda dei casi, anch'essi incalcolabili. Vorrei però soffermarmi su un elemento condiviso: se un oggetto, un personaggio (che sia di un film, di un libro, di un fumetto, di un videogioco, di un telefilm etc, e comunque non creato da voi), una grafica, un logo, una foto, una canzone, un software, nonché una storia etc sono coperti da copyright e/o tradamark per riprodurlo, commercializzarlo, modificarlo e a volte citarlo, è necessario possederne i diritti o quanto meno il consenso dell'autore. Se ne siete in possesso o se, per es. il fumettista di turno scrive sul suo blog o dice in un'intervista che approva la fan art derivata dalla sua opera, INDICATELO con il riferimento a quella citazione.


Concludo con una considerazione del tutto personale (come del resto è tutto ciò che ho scritto prima): nascondersi o giustificarsi dicendo “ma lo fanno in tanti, sia su Etsy sia al di fuori” non implica che sia giusto, lecito nè tantomeno legale farlo. Indica piuttosto una carenza di conoscenza e informazioni, che potrebbe rivoltarvisi contro perché "la legge non ammette ignoranza". Se avete intenzione di proporre sul mercato qualcosa che non sia farina del vostro sacco, informatevi da un legale perché è possibile che stiate per compiere un reato, inconsapevolmente. Potreste infatti incorrere in conseguenze che vanno dalla semplice (si fa per dire, viste le cifre esorbitanti) multa, al sequestro del materiale, al risarcimento dei danni per mancato guadagno, al pagamento della parcella dell'avvocato di chi vi fa causa, per arrivare persino alla detenzione e altro ancora.


Link e riferimenti per saperne di più:

- L. 633/41 sul Diritto d'Autore
- SIAE

Per cercare a chi sono registrati i trademark:
Da ArtTribune sul diritto d’autore e il relativo piano tributario.
Un articolo sul sito di Chris Oatley, Character Designer e Visual Development Artist per DisneyToon Studios, con un video davvero da non perdere: Is Fan Art Illegal?


Etsy e Etsy Italia Team

- Fan Art and Fair Use: One Truth and Five Myths (fornisce il punto di vista degli USA)
- Disney and Copyrights (discussione sui diritti d'autore detenuti dalla Disney)
- FAQ dal blog di Etsy


Alcune definizioni (in ita e eng perché ci sono alcune differenze):
















scritto da Giada di GingerLab

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.










20 novembre 2014

Weekly finds


Anello personalizzabile in pelle  SteamyLab
Custodia iPad in pelle feltapp
Borsa di pelle fiorentina 70s KabubaStore
Collana boho di pelle katrinshine


Collage creato da Anna di lalunadianna

31 ottobre 2014

Scrub corpo DIY

Questa è la mia rielaborazione del classico scrub per il corpo.
In giro ce ne sono varie versioni fatte con sale, zucchero e olio di mandorle.
La prima volta che l'ho fatto non avevo l'olio di mandorle e quindi l'ho sostituito con l'olio di oliva del contadino che avevo in casa: ha funzionato benissimo!
Eccovi la versione rivisitata dopo che mi hanno regalato l'olio di mandorle. 


INGREDIENTI:
Sale fino
Zucchero di canna
Olio d'oliva (possibilmente EVO)
Olio di mandorle dolci


STRUMENTI:
1 cucchiaio
1 barattolo con tappo a vite e orlo largo, per poterci infilare il cucchiaio.


PREPARAZIONE:
Di base si fanno parti uguali di zucchero e sale e poi si aggiungono gli oli.
Per lo scrub che vedete in foto ho usato 5 cucchiai di zucchero di canna e 5 cucchiai di sale fino.


Versateli direttamente dentro il barattolo di vetro e mescolateli con il cucchiaio che avete usato come misurino. Tappate ed agitate, in modo che si mescolino bene.
Riaprite e misurate 2 cucchiai d'olio d'oliva, amalgamate col cucchiaio e di nuovo tappate e agitate.



Riaprite e aggiungete l'olio di mandorle dolci, circa un cucchiaio.
Verificate che la consistenza sia come volete voi, e in caso aggiungete altro olio di mandorle. Non fatelo troppo liquido, vi ungereste troppo quando lo usate: mantenete una consistenza granulosa!

VARIANTI: 
potete aggiungere polvere di caffè, darà una sferzata alla pelle.
Oppure potete aggiungere un paio di gocce di oli essenziali ad esempio la menta rinfresca, perfetto se fate la doccia al mattino.
Di sera invece provate la lavanda  che rilassa, per donare un buon riposo. 
Scegliete voi!
  



MODO D'USO: Per usarlo inumidite la pelle e prendendo poco prodotto per volta massaggiate sul corpo, insistendo dove la pelle è più spessa o secca. Il sale e lo zucchero svolgeranno un'azione meccanica rimuovendo le cellule morte e permetteranno agli oli di penetrare e nutrire la pelle. Poi sciacquate. 
Visto che pelle? 


Scritto da Conny di CONNYSKREATIONS

19 ottobre 2014

Il nuovo smart feed di Pinterest penalizza i piccoli business?

Il nuovo smart feed di Pinterest penalizza i piccoli business?


Visto che nel forum EIT è da poco finito il modulo di Etsy School dedicato a Pinterest, ho pensato di riportare delle informazioni importanti che potrebbero essere utili per noi piccoli brand, prese (pedissequamente) da questo podcast sul sito Oh So Pinteresting. Se capite l'inglese vi consiglio ovviamente l'ascolto del podcast!

Tra fine agosto e gli inizi di settembre, Pinterest ha introdotto, un po' in sordina, dei cambiamenti alla nostra home page, cioè la pagina dove vediamo (o vedevamo) i pin delle persone e board che seguivamo, il cosidetto feed. Cosa è successo quindi? Forse non te ne sei accorta, ma ora nel tuo feed (che ora si chiama smart feed) trovi altre cose. 
Innanzitutto i pin non sono più ordinati in ordine cronologico e ci sono altri pin da altre fonti,  il tutto per rendere l'esperienza più rilevante per l'utente.

Lo smart feed è ora un mix dinamico di tre tipi di pin:

1. I pin dai profili e board che segui. Non sono più in ordine cronologico e alcuni, se non considerati rilevanti  dall'algoritmo, e cioè se non sono repinnati, cuorati, ecc., non vengono mostrati affatto. 
2. I pin consigliati. Sono i pin che Pinterest ci suggerisce basandosi su chi seguiamo, sui preferiti e cosa abbiamo pinnato in precedenza.
3. I pin degli interessi che segui. Gli Interessi sono delle tab che appaiono in alto nella pagina dei risultati di ricerca (vedo foto qui sotto). Di fatto sono delle pagine titolate per parole chiave, che contengono i pin che usano quelle parole chiave. E' possibile seguirli e così facendo si riceveranno nello stream tutti pin di vari pinners, anche quelli che non seguiamo, che sono raccolti nella pagina dell'interesse.

Un esempio di ricerca, con gli interessi relativi
che  vengono visualizzati in alto.

Tutto questo ha lo scopo di farci scoprire dei contenuti nuovi, che non avremmo modo di vedere altrimenti, e di permetterci un'esperienza più personalizzate e mirata ai nostri gusti. 

Come accennato sopra, è diventata importante la rilevanza dei pin: come fa Pinterest a decidere se un pin sia rilevante o meno?

I fattori presi in considerazione sono:

1. Quante persone hanno pinnato quel contenuto. Se il contenuto è stato pinnato organicamente (cioè da più pinner e non in maniera spammosa dalla stessa persona) significa che è un contenuto rilevante per gli utenti e sarà quindi mostrato più di altri.
2. Quanto spesso il pinner usa pinterest. Più lo usa in maniera organica e più i suoi pin saranno rilevanti.

La conseguenza spiacevole è che i contenuti da un sito/blog nuovo con poco traffico rischiano di non essere mostrati molto; però a quanto pare il modo di ovviare a questa cosa è di essere più attivi su Pinterest, in modo che i nostri pin siano considerati più rilevanti.

La ricerca sta diventando più importante per scoprire i pin piuttosto che seguire altri pinners, quindi è bene applicare tutte le tecniche di ottimizzazione, come inserire il nome dell'attività e i termini di ricerca nella descrizione del profilo, dare dei nomi alle board in modo che corrispondano a termini di ricerca, ottimizzare le descrizioni dei pin coi termini di ricerca adatti e in voga (es. "halloween" porta molto traffico in questo periodo).

Se hai un sito o un blog, il consiglio è di spingere le persone a pinnare i tuoi contenuti aggiungendo un bel bottone PIN sulle immagini del tuo blog o sito, e ottimizzare per la ricerca le descrizioni delle foto (quelle che inserisci nello spazio ALT) dato che saranno usate come descrizione dei pin (oltre ad essere importanti per il SEO per Google!).

Attività dei pinner:
Come accennato sopra, è importante essere attivi sulla piattaforma in ogni modo, con pin, cuori, commenti, per diventare più rilevanti. Se si utilizzano servizi di scheduling, conviene spendere del tempo ulteriore a cuorare e commentare, per evitare che Pinterest ci scambi per una 'macchina'. Sembra infatti che il nuovo algoritmo privilegi gli utenti che siano realmente attivi sulla piattaforma.
Un altro consiglio, è di fare molta attenzione alle descrizioni: a quanto pare perdere qualche minuto a personalizzarle ci ricompenserà con molti repin (ndr credo intendano quando si fanno dei pin nuovi dal nostro sito/blog/negozio, non so se si riferiscano pure ai repin. A questo riguardo io non cambio quasi mai le descrizioni ma ho comunque molti repin).
Fai attenzione: i pinner che pinnano sempre lo stesso contenuto (es. lo stesso listing) su molte board o ripetutamente nel giro di poco tempo vengono penalizzati per la rilevanza. Come fare quindi? Pinnare a distanza di tempo, selezionando oculatamente le board in cui pinnare, senza invadere Pinterst con un solo pin, e far passare almeno 24-48 ore tra un pin e l'altro (dello stesso articolo/post/listing) così da essere considerati dall'algoritmo un pinner organico e non uno "spammone".
Infine, non è necessario pinnare tantissimo per avere risultati, è più importante la qualità con 10/15 pin al giorno.

Per pin di qualità si intende: 

1. Pin con immagini evocative
 (belle foto, immagini divertenti, ecc). Le immagini dovrebbero permettere l'identificazione di chi guarda, quindi  sarebbe bene evitare i primi piani (es. immagini di DIY: mostrare la tecnica e non chi fa le cose; immagini di moda: mostrare i vestiti e non la faccia dei modelli). (ndr forse questo consiglio va applicato a seconda del proprio target e dell'argomento del pin, perché è innegabile che alcuni pin con primi piani siano molto repinnati, es. gli uomini barbuti :P quindi adattatelo alle vostre esigenze! )
2. Pin con una buona descrizione. Come detto sopra, scrivi la descrizione usando i termini di ricerca adatti e dando un tono personale, in modo da far capire che il contenuto è interessante.
3. I rich pin. (ndr I rich pin sono dei pin che contengono informazioni aggiuntive rispetto ai pin normali, estrapolate dalla sorgente. Ad esempio per i listing su Etsy, i rich pin contengono il prezzo, l'informazione se il prodotto è in stock o meno, e, nel caso di un prezzo variato, il prezzo precedente oltre a quello attuale.) Usare i rich pin può essere più o meno consigliato, a seconda del contenuto; ad esempio per i post con ricette, un richi pin dà come risultato una diminuzione di click e un aumento di repin, mente senza rich pin si hanno più click e meno repin. Questo perché il rich pin contiene già le dosi della ricetta e gli utenti non sono stimolati a cliccare per trovarla, e viceversa. I rich pin sono invece ottimi per gli altri tipi di contenuto.

In conclusione:
Il problema di questi smart feed è, come è già accaduto per Facebook, che è  Pinterest a decidere cosa mostrarci o meno. Può essere buono per l'utente medio, che usa la piattaforma per passatempo e in maniera saltuaria; è meno buono per chi usa Pinterest con discernimento, in quanto  si finisce per non vedere tutti i contenuti che si vorrebbero. Inoltre non è chiaro se e come questo nuovo sistema penalizzi nuovi brand che partono da zero. 

16 ottobre 2014

Weekly finds

Portafoglio riciclabile unisex SONOVERDE
Numero civico con foglie autunnali DipintoAdArte
Girocollo rosso arancione e verde Maninpasta
Cestino in stoffa  lalunadianna
 

Collage creato da Conny di CONNYSKREATIONS

15 ottobre 2014

Etsy School 2014 - resoconto del modulo di settembre: Pinterest

by 
Settembre si è concluso da poco, e devo dire che se fosse per me farei un bel rewind e rifarei tutto daccapo! Questo è stato per me il modulo di Etsy School decisamente più figo: sarà che adoro Pinterest, sarà che si è creato un affiatamento notevole tra i partecipanti, mi spiace molto per chi non c’era, cosa vi siete persi!
Ma andiamo per gradi: Etsy ha fornito due guide, una organizzativa e una per i partecipanti, create in collaborazione con Pinterest UK, guide che potremmo definire il bigino 3.0 del social network, concedetemelo, più figo che c’è!
Scusate tutti i punti esclamativi, ma davvero la soddisfazione che dà vedere un gruppo di persone, pressoché sconosciute che lavora in questo modo, davvero è una cosa  così inusuale, che oltre a riempire il cuore, va decisamente controcorrente allo spirito concorrenziale che troppo spesso si vede in giro.
Il modulo era strutturato in settimane di lavoro, dove si sono affrontati tantissimi temi, partendo dalle fondamenta (come creare un account su Pinterest) fino a temi complicatissimi (almeno per me) quali tag, Rich Pin, target e via discorrendo. Uno dei compiti previsti per la quarta settimana era quello di creare una board condivisa tra i partecipanti per potersi promuovere a vicenda e, udite udite, visto la sintonia creatosi, i partecipanti ci sono arrivati da soli, già alla terza settimana! E senza neanche leggere le pagine successive!
Quindi, bando alle ciance, oggi vi presentiamo, se già non l’avete sbirciato, il lavoro fatto, ovvero la board curata dai partecipanti al modulo http://www.pinterest.com/mandragola/etsy-school-eit-members/ e, non contenti, il modo pensato per festeggiare la fine dei lavori: una sorta di blitz, solo per Mercoledì 15 ottobre, al di fuori di Etsy. Nei commenti a questo post troverete i link ai resoconti che i partecipanti al modulo hanno preparato per diffondere, oltre al prodotto degli altri scolari, l’amore che caratterizza questo team! (ndr. ogni partecipante a Etsy School - Modulo di Settembre: Pinterest - vedi lista* - ha un proprio modo per festeggiare e diffondere, pertanto potrete trovare link a blog, facebook, pinterest, twitter, etc)
Scaldate le ditine e preparatevi a cliccare e condividere come forsennati.
Che inizino le danze e buon divertimento!

*Lista dei partecipanti a Etsy School


Displaying Giada-001.jpgscritto da Giada di GingerLab





Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.


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