16 maggio 2013

Il Challenge di Maggio

"Il Mondo In Tondo" è il tema scelto da UnaViolaSulBalcone, il vincitore dell'ultimo challenge.  
Come al solito avete partecipato in tante e le vostre interpretazioni del tema sono davvero personali!  

Guardate questa bella rassegna di lavori* e votate per il vostro preferito (potete scegliere fino a tre creazioni votando una sola volta).  
Potete votare fino al 20 maggio e dal 21 maggio annunceremo il vincitore.

(*frase storica di BijouxdelloStregatto, pioniera curatrice del Challenge fin dalla nascita dell'EIT. Io ne sono solo l'indegna erede. :D)

Headband - Mapano

Skyline World Notebook - VitaminaEu

 La Pecora Nera - Cromomalia
Round Day and Night Brooch - Buttonstyle

World Bangle - by ConnysKreations

Green Ray - Cuorerosso

Felt and Glass Necklace - MyGlassDreams











Weekly finds

1. Frida tote bag hand-painted by Ireneagh
2. Orecchini Farfalle Pasta by QuareNick
3. collana EDITH by cleoprincessinabox
4. Macchina da scrivere OLIVETTI by Moltorumorepernulla

Collage by Paunnet


10 maggio 2013

Le EtsyDritte: Una rosa è una rosa è una rosa. Ma se nella descrizione scrivi solo "Rosa", beh, è poco.




Ovvero, di quanto siano importanti delle buone descrizioni.
 
Etsydritta numero quattro, leggete con attenzione perché qua ci cascano TUTTI: le descrizioni, su Etsy (ma anche altrove) vanno fatte in un certo modo. E ve lo dico qua sotto.


Spesso mi capita di andare a curiosare nei negozi appena aperti su Etsy, magari appena iscritti al team e, quasi sempre, trovo, a parte le solite foto malfatte, descrizioni che a chiamarle descrizioni è un grosso complimento: due o tre righe buttate lì, a volte senza nemmeno le misure o le informazioni minime necessarie anche al cliente più compulsivo (per capirci, di quelli che comprano guardando solo la foto, o addirittura, immaginandola, nel caso di foto brutte).

Una riga o due spesso non bastano per dire ciò che dovresti sul tuo prodotto: che tu venda fatto a mano o vintage, ciò che i clienti Etsy vogliono è l’aura di particolarità e unicità, vogliono qualcosa che abbia anima e personalità, perché quell’oggetto entrerà nelle loro case e nelle loro vite. Non comprano un oggetto ma la storia che lo accompagna, che è innanzitutto la storia che tu racconterai dell’oggetto, che poi si trasformerà nella storia che racconteranno a sé stessi su ciò che l’oggetto significa per loro.
Scrivere che una sciarpa è di lana ed è lunga 180 cm non è, evidentemente, abbastanza.
Quando un’amica dirà alla tua cliente “ma che bella questa sciarpa” difficilmente si sentirà rispondere: “è di lana ed è lunga 180cm”. E’ invece probabile che la cliente dica “l’ho comprata in Italia, da una simpatica venditrice di nome Lucia”. Se poi avrai scritto qualcosa di interessante nella descrizione della sciarpa, beh puoi scommetterci, è quello che la cliente racconterà. Ogni volta che qualcuno mi chiede di un oggetto che ho comprato su Etsy, non posso trattenermi dal raccontare tutto ciò che so: lo faccio perché indossare le creazioni che ho acquistato su Etsy, spesso da amiche, mi rende orgogliosa, non solo perché sono bellissime e ce le ho solo io, e quindi mi fanno sentire speciale, ma anche perché conosco chi c’è dietro, la storia che si portano dentro.

Neuralia Paris
Intendiamoci, non è obbligatorio né strettamente necessario scrivere descrizioni che raccontino storie, infatti ci sono negozi che vendono molto pur non facendo un lavoro di questo tipo; però dovresti essere consapevole che fare ciò potrebbe aumentare il valore percepito dell’oggetto e quindi il suo valore oggettivo (leggi: il cliente è disposto a pagare di più).
Dato che so cosa stai pensando (“si ma io non so scrivere / non ho fantasia / non ho tempo né voglia”) passo subito ad elencare cinque modi in cui potresti sviluppare la descrizione del tuo prodotto, ché io sto qui a renderti la vita più facile, mica a contare le perline!

CloudNumberNine
Dicevamo, cinque modi in cui potresti sviluppare la descrizione:
1. Origini. Se si tratta di fatto a mano, da dove hai tratto l’ispirazione per creare l’oggetto, qual è il tema o il significato dello stesso; se è vintage, dove è stato creato, in che periodo, chi l’ha usato, ecc.
2. Ingredienti. Quali materiali compongono il prodotto, cos’ha di speciale.
3. Formula. Come è stato fatto, se hai utilizzato procedimenti o tecniche particolari, magari inventate da te.
4. Esperienza. Cosa si prova ad usare/indossare l’oggetto, quali sensazioni provoca o potrebbe far vivere (no, non stiamo parlando di droghe! Faccio un esempio con la solita sciarpa: si potrebbe descriverne la morbidezza, raccontare di come sia calda e protegga dal vento, ecc.)
5. Identità. Cosa l’oggetto rappresenta o il significato che potrebbe avere nella vita altrui; tutti gli oggetti che usiamo o indossiamo raccontano qualcosa su ciò che siamo o vorremmo essere (es. se la sciarpa è elegante, casual, per la donna in carriera, per la ragazza che va per club, per l’uomo che non deve chiedere mai... ehm. eccetera.)

sciarpa per nerd, oxfordaccessories

sciarpa per hipster, Beesnetta
Scegli uno dei precedenti punti e prova! Non devi scrivere un papiro, tre o quattro righe sono più che sufficienti. Il mio consiglio è di far vagare un po’ la mente e buttare giù quello che it passa per la testa; poi potrai rifinire il tutto e limare, l’importante è che tu scriva.

E qui finisce la parte “romantica” di questa EtsyDritta; di seguito istruzioni per chi invece volesse semplicemente descrivere il prodotto senza lanciarsi in voli pindarici.
20 domande di un possibile cliente a cui si deve rispondere in una descrizione. Auguri! :P
(No no no, non svenire, non devi rispondere A TUTTE le domande, ma solo a quelle che fanno al caso tuo. Paura eh??).

1. Che cos’è? Potrebbe essere ovvio per te ma non per il cliente!
2. Di che colore è? Il colore che vedi sul tuo monitor potrebbe essere diverso da quello che vedo io. Anzi, quasi sicuramente, lo è!
3. Quanto è grande? Come acquirente non mi va di dover cercare di indovinare se il dipinto che vendi entrerà nello spazio sopra il caminetto o se gli orecchini mi penzoleranno oltre le spalle. Inoltre spesso le foto ingannano, ciò che è grande può sembrare piccolo e viceversa. Paratevi il Q e inserite SEMPRE le misure!
4. Di cosa è fatto e come è fatto? Materiali e tecniche usate. Si sono nelle tag, ma pensate che i clienti le leggano? Illusi.
5. Come me ne prendo cura? Tutto sulla manutenzione (es. se si può lavare a mano o in lavatrice, se per la pulizia vanno usati detergenti particolari, eccetera)
6. Chi dovrebbe comprarlo? O chi NON dovrebbe comprarlo? Es. è un oggetto adatto alle donne incinte? Ai bambini? Agli animali? Ai nerd? Ai fashion victim? Ai fan di Doctor Who? *v*
7. Per cosa può essere usato? E’ decorativo? Ha una funzione? Entrambi? Nessuno dei due? (???)
8. Che sensazione dà? La sciarpa che vendi è soffice al tatto? Com’è la texture? La collana nel tuo negozio è molto pesante? E' ruvida liscissima morbida dura rigida?
9. Come funziona? Devi farlo passare dalla testa? C’è un gancio? Lo annodo sui fianchi? Oppure scrivi che il libretto delle istruzioni sarà allegato, così da evitare danni.
10. Perché il mio articolo è migliore di quelli negli altri negozi? Quali materiali, tecniche o idee utilizzi per far si che il tuo prodotto sia il migliore? Il "perché sì" non vale!
11. Mi arriverà tutto quello che vedo nella foto? Vedo 12 oggetti nella tua foto, mi arriveranno tutti? Solo uno? Due? Quella fantastica decorazione sullo sfondo è inclusa nel prezzo o fa parte della scenografia? Ovvero: specificate, in caso di foto ambientate o con più elementi, cosa è in vendita e cosa no. Ricordate che le fagiane sono sempre in agguato!
12. Mi starà bene? Quando compro nei negozi fisici mi capita di provare 102320 cose di cui solo una mi sta bene. Comprare online prevede un GROSSO rischio da parte mia, perché non so come mi starà addosso il vestito/la maglia/la gonna/i pantaloni. Per favore rendimi la vita facile e scrivi dettagliatamente le misure e le taglie. E non dare per scontato che io sappia cosa vuoi dire con S o M o L. Le misure meglio metterle in cm e inches per coprire tutte le esigenze.
13. Che succede se non mi sta bene? Me lo devo tenere? Me lo cambierai? Chi paga la spedizione per il reso? Meglio essere chiari sin dall’inizio per evitare spiacevoli fraintendimenti.
14. E’ pronto per essere usato? Il quadro è pronto per essere appeso? Devo incorniciarlo? La foto mi arriverà con la cornice o dovrò comprarla io?
15. Come arriverà? In un pacco regalo? E’ pronto per la spedizione o è fatto su ordinazione?
16. Riceverò proprio l’oggetto della foto? Oppure l’oggetto sarà simile anche se non perfettamente uguale?
17. Puzzerà? Quell’oggetto vintage ha uno strano odore di stantio? Per caso fumi mentre crei i tuoi prodotti? Produci le tue creazioni in una fabbrica di sottaceti? Forse è il caso di dirlo! :P
18. Come faccio a sapere che è davvero “vintage”? Che tipo di ricerca hai fatto per capire quanto è vecchio quell’oggetto? C’è scritto da qualche parte? C’è una data? Sei esperto di antiquariato o vintage? Non basta dire che è vintage per  fare di un oggetto un oggetto vintage.
19. Cosa significano quelle parole strane? Non dare per scontato che il tuo cliente sappia cosa sia un cabochon o stampa giclee o gocco - non tutti parlano il craftese! Usa un linguaggio comprensibile a tutti, oppure spiega i termini particolari.
20. Posso vivere senza questo articolo? C’è una alta probabilità che i tuoi clienti possano vivere senza le tue creazioni. Si, è assurdo, vero? Eppure è così.  Il tuo lavoro è venderle a loro. Fa loro sapere perché possedere questo articolo è una cosa fantastica. Si sentiranno come principesse con quel bellissimo braccialetto? Quella teiera non solo è funzionale ma è anche una bellissima scultura per la cucina? Quell’articolo è il regalo perfetto per persone dai gusti difficili? L’oggetto suscita determinate emozioni? Racconta cosa ha di  così speciale, sii convincente!

Per finire (wow, se sei arrivata fin qui sei un’autentica eroina), gli ultimi, ma non meno importanti, consigli:
1. Le informazioni importanti prima di tutto. Mettile nelle prime righe, in maniera chiara, perché il cliente le possa trovare presto senza dover scorrere la pagina o cercarle tra chili di testo, altrimenti probabilmente non le leggerà. Inoltre ciò è importante per l’ottimizzazione SEO per la ricerca di Google; ricordati di ripetere nel testo le parole chiave usate nel titolo e tag.
2. Scrivi in prima persona singolare. “Ho creato”, “Ho trovato”, ecc. aiuta a creare una connessione con chi legge, sii te stesso, racconta qualcosa di te, sempre in maniera garbata. Non c’è bisogno di dare del lei, a Etsy ci si dà del tu :)
3. Paragrafi brevi ed elenchi numerati sono i tuoi migliori amici. Formatta il testo in modo che le informazioni siano ben strutturate e siano visivamente chiare.
4. Tieni d’occhio le tue statistiche. Da lì potrai capire come i clienti trovano il tuo negozio, ed utilizzarle, oltre che nelle tag e nei titoli, nelle descrizioni dei tuoi prodotti; se per la ricerca interna ad Etsy è importante ottimizzare titoli e tag, per i motori di ricerca sono le descrizioni ad essere fondamentali: fai attenzione a ripetere quindi nel testo i materiali e tutte le parole chiave importanti.

Ok basta, sono stremata, ho finito. Spero tu sia arrivata sin qui! E ora di corsa a scrivere quelle descrizioni, hop hop!

Come sempre buon lavoro e ti aspettiamo su Etsy Italia Team, dove potrai conversare e confrontarti con altri venditori e ricevere i migliori consigli per il tuo negozio Etsy.

Fonti:

03 maggio 2013

Hokkaido Chiffon Cupcakes con Crema Pasticcera

Gli Hokkaido Chiffon Cupcakes sono dei piccoli e leggeri dolcetti che stanno facendo grande tendenza sui blog di cucina internazionali. Pur essendo davvero popolari sul web negli ultimi mesi, l'origine di questi piccoli chiffons è avvolta nell'aura del mistero. Una cosa certa è che questa ricetta è nata recentemente e che, pur portando il nome della città giapponese di Hokkaido, questi cupcakes in realtà non hanno un origine nipponica. Molto probabilmente sono stati realizzati da una pasticceria tailandese che si ispira alle soluzioni leggere e gustose della cucina contemporanea giapponese. Il loro nome invece, deriva probabilmente dall'uso di latte di Hokkaido per la loro realizzazione.

Questi dolci hanno un impasto meno calorico rispetto alle tradizionali ricette di cupcakes, perchè sono fatti con pochissima farina, il burro è sostituito da olio che oltretutto è in piccola quantità (40 ml).

La versione che vi propongo è una variante semplificata della ricetta originale, infatti nella mia versione ho usato la crema pasticcera, invece di quella chantilly, quindi ho eliminato l'uso della panna montata. In questo modo si risparmia tempo e soprattutto calorie. Un'altro mio accorgimento è l'uso di fruttosio per l'impasto e per la crema pasticcera. Il fruttosio è lo zucchero contenuto naturalmente nella frutta e nel miele, è più facile da metabolizzare rispetto allo zucchero raffinato ed è anche meno calorico. Comunque se non avete a disposizione il fruttosio, potreste benissimo utilizzare lo zucchero semolato normale.



Utensili necessari per questa ricetta:
2 contenitori profondi, preferibilmente di acciaio o di metallo
1 frusta elettrica
1 frustino manuale
1 spatola 
1 teglia da 12 muffins 
12 pirottini
1 bilancia alimentare o misurino per gli ingredienti

1 pentolino per salse e creme
1 saccapoche con beccuccio sottile e rotondo



Ingredienti per 12 cupcakes:
Impasto Cupcakes
3 tuorli 
20 g di fruttosio o zucchero semolato
40 ml olio da cucina (di girasole, soia, mais oppure arachidi - NON olio d'oliva)
40 ml latte 
60 g farina tipo 00
Meringa
 4 albumi
40 g zucchero semolato
Crema pasticcera per il ripieno)
1/2 cucchiaio di farina tipo 00
1/2 cucchiaio di fecola di patate o maizena o frumina
 (oppure in alternativa dei 2 ingredienti precedenti: 1 cucchiaio di farina tipo 00)
15-20g fruttosio o zucchero semolato
100ml latte
1 tuorlo
i bustina di vanillina, oppure estratto di vaniglia
7 g burro




Preparazione
Preriscaldate il forno a 170-180°C.
Impasto cupcakes
Prendete le uova che devono essere a temperatura ambiente e separate i tuorli dagli albumi. Lasciate gli albumi riposare a temperatura ambiente mentre preparate l'impasto per i cupcakes.
Mettete i 3 tuorli in un contentore profondo, aggiungete 20g di fruttosio (o zucchero) e sbattete con la frusta elettrica affinchè l'impasto non si presenti giallo chiaro, come la mayonese.
Aggiungete l'olio e amalgamate con la frusta. Aggiungete il latte e amalgamate bene. Aggiungete i 60 grammi di farina setacciata.
Meringa
Ponete i 4 albumi a temperatura ambiente in un contenitore profondo, aggiungete la metà dei 40g di zucchero e sbattete con la frusta elettrica fino ad ottenere una schiuma spumosa e morbida. Aggiungete il restante zucchero e sbattete gli albumi a neve fermissima.
Incorporate 1/3 della meringa all'impasto degli cupcakes con un frustino. Aggiungete la restante meringa al impasto in 2 volte, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto con una spatola.
Foderate la teglia per i muffins con i 12 pirottini e suddividete l'impasto nelle 12 formine e infornate a 170-180°C per 15 - 20 min. Il tempo di cottura è soggettivo e dipende dal tipo di forni, quindi controllate la cottura dolo i primi 10 min. I muffins devono risultare dorati, ma non marroni, una volta cotti. 
Estraete i muffins dal forno e lasciateli rafreddare
Crema pasticcera
Aggiungete farina, fecola di patate e fruttosio (o zucchero) nel pentolino e mescolate con il frustino.
Aggiungete il latte poco alla volta, fino a dissolvere completamente gli ingredienti asciutti. 
Aggiungete il tuorlo e la vanillina ed amalgamate bene con il frustino.
Ponete il pentolino sul fuoco moderato, aggiungete il cubetto di burro e mescolate continuamente con la spatola sul fuoco medio affinchè la crema non inizia ad addensarsi. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente.
Assemblaggio
Riempite il sac à poche con la crema pasticcera. Infilate il beccuccio al centro del muffin e riempitelo. Ripetete per i restanti 11 muffins.

Ed è pronto! Godetevi queste piccole, soffici delizie con i vostri cari! Ittadakimasu!


Ricetta: Marina Bancheva di www.etsy.com/shop/aBanchOfFashion

02 maggio 2013

Weekly finds


Abito bimba: Il filo Logico
Sneakers uomo: MDesign
Tazza dipinta a mano: Vitamianeu




Collage di IndieLab



26 aprile 2013

Le Etsydritte: Le foto, croce e delizia, ma sopratutto croce.



Ovvero, di come se non hai foto decenti non vai da nessuna parte



Il tempo vola ed è già venerdì, con le Etsydritte settimanali. Questa volta si parla di foto, perché abbiamo visto cose che voi umani... non comprereste mai! Le foto sono probabilmente l’aspetto più importante del tuo negozio online, non si scappa. Devi imparare a farle se  vuoi vendere!


Finalmente siamo arrivati al punto dolente di (quasi) ogni negozio Etsy, vecchio o nuovo. Se qualcuno di voi è passato dal forum a chiedere un parere sui propri prodotti appena entrato nel team, probabilmente si sarà sentito dire “bella creazione, ma la foto è troppo scura / azzurrina / sfocata / con lo sfondo non adatto”. Sappi che il più delle volte questa è giusto una parafrasi per farti capire che la foto è BRUTTA. Se può consolarti, tutti abbiamo iniziato così, con foto orridine, sfocate, su sfondi improbabili, convinti di aver fatto delle foto degne di un Doisneau, e invece NO.
Iniziamo con lo sfatare delle leggende metropolitane messe in giro da infidi individui che sicuramente macchinano affinché tu non diventi un seller di successo:
1) Non serve una macchina fotografica professionale per fare belle foto.
2) Non bisogna essere un fotografo per fare belle foto.
3) Non serve nessuna attrezzatura particolare per fare belle foto.
4) Non servono modelle/i per fare belle foto.
(Se invece: hai una macchina professionale, sei un fotografo, hai l’attrezzatura fotografica d’avanguardia e hai pure modelle/i a disposizione, direi che stai a posto così, questo articolo non è per te. Fortunella/o!)

InfinitePrint


Quello che ti serve per fare belle foto è:
1) una macchina fotografica digitale decente (le compatte vanno benissimo!)
2) una bella luce, che sia naturale o artificiale non importa, al buio con una compatta non ci fai neinte.
3) spirito di osservazione: guarda le foto altrui, quelle che finiscono nella front page di Etsy, quelle dei negozi che ti piacciono e cerca di capire come fanno a valorizzare i propri prodotti.
4) tanta pazienza e voglia di imparare.

Primo avvertimento: ci vorrà un po’ di tempo perché tu riesca a capire come fotografare al meglio i tuoi prodotti, tempo che impiegherai a *fare centinaia di foto, scaricarle, guardarle, scartarle, farle vedere ai tuoi colleghi venditori per chiedere pareri, modificarle, scartarle ancora, battere la testa al muro**. Per tua sfortuna dovrai rifare tutto da * a ** innumerevoli volte, fino ad ottenere risultati apprezzabili, che però possiamo assicurarti, prima o poi arriveranno.
La scelta è tua: puoi accasciarti sulla sedia a dirti, lacrimevole “non ce la farò maiiii” e rassegnarti ad avere le foto bruttarelle (e quindi a vendere giusto per sbaglio) o rimboccarti le maniche e metterti sotto a studiare e provare, fino ad ottenere i risultati che desideri.
Se hai scelto la seconda opzione, prosegui pure la lettura - se hai scelto la prima puoi fermarti qui, potresti impiegare il tuo tempo altrimenti, ad esempio a fare un delizioso dolce al cioccolato, per poi offrircene una fetta, ovviamente!



Secondo avvertimento: ricorda che chi compra online non può toccare e rigirarsi tra le mani il prodotto; la foto e la descrizione sono tutto ciò che il cliente ha a disposizione per decidere. Sopratutto la foto, perché notoriamente le persone non leggono, ahimé. Sappi che molti clienti comprano d’impulso senza leggere NIENTE salvo poi lamentarsi se qualcosa non è come nella foto. Sei avvertita!
La foto deve catturare l’occhio da subito, perché l’utente ci clicchi su quando la vede in mezzo al marasma dei risultati di ricerca (ricordi i D-I-C-I-O-T-T-O-M-I-L-I-O-N-I?), e poi ingrandita deve rendere l’oggetto al meglio, perché il cliente si si trasformi da potenziale ad attuale.

Di seguito i consigli base base (ho già detto: base?) per  fare i primi passi ed ottenere foto decenti; per foto spettacolari dovrai ingegnarti, cercare tutorial online, fare corsi, comprare attrezzatura, studiare.
Intanto partiamo da qui!

1. Lo sfondo. Scegliete  sfondi dai colori neutri (bianco, nero, grigio) in modo che i colori dell’oggetto siano valorizzati e si distacchino dal fondo. NO a: sfondi con fantasie, erba, foglie, ricami, qualsiasi cosa che possa distogliere l ‘attenzione dall’oggetto che dovrebbe essere in primo piano.
2. La luce. Usa luce naturale quando possibile, in alternativa puoi costruirti una lightbox. L’importante è che tu faccia il bilanciamento del bianco (oramai anche le compatte più scrause ce l’hanno) così da eliminare ogni tonalità (di solito azzurrine, gialline o rosine) che falsi i colori del prodotto.
3. L’inquadratura. scegli un’inquadratura che valorizzi l’oggetto; ricorda anche che hai 5 immagini a disposizione per la tua inserzione su Etsy quindi usane più possibile per mostrare l’oggetto nella sua interezza, nei dettagli e, se è il caso, nel suo uso.
Non sbizzarrirti in inquadrature “artistiche” perché, a meno che tu non sia una brava fotografa, il risultato sarà probabilmente una foto in cui non si capisce quale sia il soggetto né cosa sia.
Per gli oggetti piccoli ricorda che la funzione
Macro è la tua migliore amica!
4. La postproduzione. Non si scampa, le immagini scattate vanno modificate per aggiustarne curve e livelli, per ritagliarle e all’occorrenza aggiustare i colori.
Cosa sono
curve e livelli? Bella domanda, a cui non risponderemo qui. Se non avete Photoshop, esistono molti editor di immagine gratuiti, a volte online (senza installazione) che vanno bene per le vostre esigenze: Gimp, Pickmonkey, Picasa, Pixlr, iPicci sono alcuni tra questi, provateli per capire quale fa per voi e cercate tutorial online che vi spieghino come usare le curve, i livelli ed aggiustare i colori.

In generale, sopratutto all’inizio, cerca di farla semplice, non complicarti la vita con ambientazioni o inquadrature strane, riduci tutto al minimo per minizzare la possibilità di errore. Quando ci avrai preso la mano potrai sbizzarrirti!

Per finire: evita scritte, effetti strani, cornici improbabili e watermark invadenti. Non è un album, le immagini devono avere un aspetto professionale. Ribasisco: Etsy non è Ebay, senza contare che se vuoi proteggere la foto da furti con scritte giallo fluorescente probabilmente le proteggerai anche da possibili compratori.

Per tutto ciò che non sai, ricorda che c’è il forum in cui chiedere e poi uno strumento che, magicamente, contiene quasi tutto lo scibile umano: Google. Usalo!

Passiamo agli esempi pratici, pescati, come sempre, non molto a caso tra le foto dei leader EIT, dove si mettono a confronto le prime foto (fatte appena aperti) e le foto attualmente in negozio; giochiamo a ‘trova la differenza’? :)
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Inizio



Ora



Cosa è migliorato? sfondo, luce.
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Inizio
Ora

Cosa è migliorato: inquadratura, sfondo, luce, tonalità
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Inizio
Ora

Cosa è migliorato: luce, inquadratura

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Nessuna delle venditrici qui sopra è una fotografa, tutte hanno iniziato con foto bruttine, tutte ora fanno belle foto (e vendono). Ce la potete fare anche voi!


Come già detto, questa è solo un’infarinata per indirizzarti, ora il lavoro grosso lo dovrai fare tu: imparare ad usare la tua macchina fotografica, a trovare le inquadrature adatte, a modificare le foto. Ancora una volta ti invitiamo a leggere i fantastici tutorial di Un’idea nelle mani (Lez. 1, Lez. 2, Lez. 3) che ti permetteranno di ottenere buoni risultati.


E ora, basta chiacchiere, è tempo di mettersi a fare foto!

Come sempre buon lavoro e ti aspettiamo su Etsy Italia Team, dove potrai conversare e confrontarti con altri venditori e ricevere i migliori consigli per il tuo negozio Etsy.

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